TOKYO (Reuters) – È cresciuto al ritmo più sostenuto da oltre due anni l’export giapponese nel mese di maggio, grazie all’aumento delle consegne all’estero di automobili e acciaio.

L’incremento è stato pari al 14,9% annuo — il più ampio da gennaio del 2015 — circa doppio rispetto al 7,5% di aprile; anche se leggermente inferiore alle attese (+16,1%), il dato offre un segnale di ottimismo sulla forza della crescita mondiale e sulla capacità di mantenere viva la modesta ripresa del Paese.

“Lo scenario principale è quello di una prosecuzione della ripresa dell’export giapponese”, spiega l’economista di Mitsubishi Ufj Morgan Stanley Securities Shuji Tonouchi. “Comunque il passo di crescita potrebbe in qualche modo rallentare in quanto le scorte di alcuni beni, ad esempio quelli elettronici, cominciano ad accumularsi all’estero”.

Nei confronti degli Stati Uniti l’export è salito in maggio dell’11,6%, il dato più forte da luglio del 2015.

Per quel che riguarda le importazioni, in maggio sono salite del 17,8% annuo (l’incremento più ampio da inizio 2014), più del 15,1% del mese precedente e del 14,8% delle attese.

La bilancia commerciale passa in deficit di circa 203 miliardi di yen dopo l’attivo di oltre 480 miliardi registrato in aprile; le stime erano per una saldo positivo di 76 miliardi.

La bilancia resta invece in attivo nei confronti degli Usa, a circa 411 miliardi di yen in maggio, con un incremento del 19% rispetto allo stesso mese dell’anno scorso.

 

Giappone, export +14,9% a maggio 2017
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